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  Il culto di    S. Martino nella tradizione di San Nicandro Garganico                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              

La Chiesa di S. Martino rappresenta, per buona parte dei sannicandresi ( specie per quelli del rione ), un luogo amato ed apprezzato, nel quale il sentimento religioso ben si fonde con l'elemento ricreativo. Situata nel rione omonimo, in un contesto paesaggistico caratteristico, l'11 novembre è meta di continuo pellegrinaggio per gli innumerevoli devoti.

La storia ci narra che Martino  nacque in un paesino dell'Ungheria; figlio di un tribuno militare. Successivamente il padre venne trasferito a Pavia e, proprio lì  Martino trascorse la sua fanciullezza. Si arruolò anch'egli nella Guarda Imperiale e fu in questo tempo che, ad Amiens, avvenne l'episodio del mantello dimezzato. Questo perchè Martino pur essendo cavaliere romano, si sentiva cristiano.

Terminato il servizio militare, girò buona parte dell'Europa. Con la fama di taumaturgo , venne chiamato a Tours dove nel 370 venne consacrato Vescovo. Come Vescovo iniziò la sua grande opera di conversione dei Galli e di resistenza contro i poteri civili, che vedevano intromettersi nelle questioni ecclesiastiche. Passava molto tempo accanto ai bisognosi e perseguitati, tanto da guadagnarsi il disprezzo dei nobili del tempo.

Morì nel 397 a Candes. E' noto un pò in tutta l'Italia che il Santo dell'abbondanza, il Santo della ricchezza sia S. Martino, la cui festività cade l'11 novembre. Quale sia la ragione che abbia potuto collegare nella cultura popolare San Martino Vescovo di Tours e la protezione dell'abbondanza è un mistero su cui invano si è cercato, da parte degli studiosi, di dare una risposta persuasiva. Un fatto è certo che l'11 novembre, giorno di San Martino, a San Nicandro Garganico come in altre parti dell'Italia  , le contrade rurali in particolar modo ma, anche i paesi sono caratterizzati da schiamazzi, urla che invocano la protezione del Santo dell'abbondanza. Ecco che una spiegazione si dovrebbe pur dare.  Secondo quella più attendibile è il fatto che nel periodo della ricorrenza del Santo, come recita un vecchio proverbio : ogni mosto diventa vino. anticamente in questo giorno si usava fare la svinatura e l'allegria della circostanza favoriva un momento aggregante tra la gente ( specie nel rione omonimo ).

Questo Santo viene pure collegato alle sventure coniugali. E' probabile che questa attinenza derivi da un fondamento storico, ripescando la frequenza con cui i soldati borbonici e i signorotti del luogo insidiavano le donne in assenza dei mariti impegnati nel lavoro dei campi.

Ma qual'è la causa di questo impasto di leggenda e tradizione che ha determinato il legame tra il culto di S. Martino, la svinatura come abbondanza e la protezione dei mariti infelici ? Questo non è altro che un rito pagano legato alle feste dell'agricoltura. A. San Nicandro G.co il Santo viene festeggiato come quello dell'abbondanza ed è facile udire tra i contadini, durante le operazioni di fermentazione del vino o di molitura delle olive il saluto augurale : " Sant' Martin ' " con la risposta " bon'  venga " ( abbondante venga ). In questo caso è evidente il collegamento del Santo con il corno dell'abbondanza. Il simbolo della fertilità che nella religione romana era rappresentato con il corno della CAPRA AMALTEA, la nutrice di Giove. Negli Anni '60 era di obbligo portare un " corno "  riempito di olio come offerta al Santo, doveva servire per l'accensione della lampada durante tutto l'anno. Il corno porta olio  era ricavato da vere corna di buoi accuratamente scarificate e chiuso alla base da un tappo di legno. Le credenze legate a questo Santo, dunque, sono tante e la risposta più adeguata può darsi considerando che il calendario ascrive la festa di S. Martino all'11 novembre, cioè in coincidenza con quelle che in onore di Dionisio del vino si celebravano nella Grecia antica e che nel medioevo venivano chiamate Martinamia .Perciò le feste cambiano il nome ma, il vino le attraversa allo stesso modo come un fiume. Pare che il tempio dedicato a S. Martino sia stato edificato su un antico frantoio che, in senso circolare interessava  tutto l'intero isolato :

 L'attuale tempio fu edificato dalla famiglia Di Maso ( quindi è una Chiesa Patrunal' ) che poi emigrò in America. Nella foto uno degli ultimi eredi della chiesa : Pietro Di Maso.