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 Genius Loci : La Tradizione di noi Cattolici .

L'Avvento = Venuta

Ciò che è la Quaresima per la Pasqua, è l'Avvento per il Natale ; un tempo cioè destinato all'esercizio della Penitenza per disporsi a ben celebrare la venuta di Nostro Signore sopra la Terra. Perciò l' Avvento al principio fu di sei settimane , com'è al presente nella Chiesa ambrosiana. Infatti il Concilio di Macone, nell'anno 581, il quale ordinò che in tutto l'Avvento la Messa e l'Ufficio fossero secondo le regole della Quaresima, stabilisce il pr9incipio di questo tempo col giorno susseguente a S. Martino. I Capitolari di Carlo Magno danno all'Avvento il nome di Quaresima, e raccomandano l'osservanza dei prescritti digiuni ; lo stesso fa S. Pier Damiani nel secolo XI ; e il Papa Nicolò I , istruendo nelle pratiche della chiesa Cattolica i Bulgari nuovamente convertiti, asserisce che il digiuno per prepararsi al Natale è d'antichissime istituzione. E in verità S. Perpetuo, vescovo di Tours, il quale viveva verso la metà del V secolo, non fece che adattarsi al sopravvenuto intiepidimento ordinando che in tutto l'Avvento si digiunasse almeno tre giorni la settimana; il secondo concilio di Tours, nell'anno 567, non faceva che distribuire diversamente i digiuni soliti dell'Avvento quando ordinava che tutti i Religiosi digiunassero tre volte alla settimana , ottobre e Novembre , ma nel Dicembre ogni giorno, fino al Natale. Rodolfo, decano di Tongres, dice che ai suoi tempi l'Avvento era di sei settimane in Roma e in Milano, e digiunavasi quotidianamente. Il Papa Bonifacio VIII, nella Bolla di canonizzazione di S. Luigi Re di Francia, rimarca che questo principe passava in orazione e in digiuno i quaranta giorni precedetti il Natale. E' noto ancora che in Inghilterra, durante l'Avvento, chiudevasi i tribunali giudiziari : e vi è a tal proposito una dichiarazione Re Giovanni, che proibiva , nel corso dell'Avvento, di attendere agli affari della tribuna : In Adventu  Domini nulla assisa capi debet . Per quante variazioni abbia subito l'Avvento così riguardo al tempo di cominciarlo, come relativamente al digiuno con cui santificarlo, esso fu sempre riguardato come un tempo di speciale orazione, di particolar penitenza. Perciò la chiesa ha proibito in tal tempo le nozze; vuol che la Messa di ogni domenica sia con paramenti violacei, indicanti mortificazione; comanda il digiuno al Mercoledì e al Venerdì di ogni settimana in tutti quei luoghi nei quali per la soppressione delle feste degli Apostoli, vennero tolti i digiuni che si praticavano nelle loro vigilie. S. Carlo raccomanda a tutti i parroci che si adoperino con ogni sforzo per indurre tutti i fedeli a conformarsi allo statuto del Papa Silvestro, il quale raccomandava d'accostarsi ai sacramenti in tutte le Domeniche così di Quaresima come d'Avvento. Finalmente si deve notare che l'Avvento ai nostri tempi è di quattro settimane nel Rito Romano, che lo comincia con la domenica più prossima a S. Andrea ( 30 novembre ),  e di sei settimane nel Rito Ambrosiano, che lo comincia con la prima domenica successiva a S. Martino. Il digiuno però del Mercoledì e del Venerdì, anche nella Chiesa Ambrosiana non è comandato che nel 4 ultime settimane che sono quelle dell'Avvento Romano in cui i digiuni di due giorni la settimana tengono, come già si è detto, luogo di quelli che praticavano nelle vigilie dei Santi Apostoli. Nella Messa della prima domenica d'Avvento si legge il vangelo del Giudizio Universale per avvisare tutti i cristiani che chi non sarà sollecito di celebrare degnamente la prima venuta di Gesù Cristo, che è tutta pacifica ed amorosa, deve aspettarsi di diventare la vittima della sua collera nella seconda, in cui , alla presenza di tutto il mondo, si mostrerà giudice inesorabile e, come dissero i Profeti senza misericordia.

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